Domande e risposte sulle ristrutturazioni degli edifici

La Commissione Europea ha pubblicato una serie di informazioni utili sulle ristrutturazioni, con domande frequenti e relative risposte. Tutta la documentazione è visionabile a questo link

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_20_1836

Pubblichiamo di seguito un estratto delle informazioni diffuse dalla Commissione Europea.

1. Perché la Commissione promuove la ristrutturazione degli edifici?

Gli edifici europei sono unici e diversi e riflettono la cultura del nostro continente; molti di essi sono però vecchi e inefficienti. Più di 220 milioni di edifici, che rappresentano circa l’85 % del parco immobiliare, sono stati costruiti prima del 2001 e saranno ancora in piedi nel 2050. Non sono preparati ai cambiamenti del clima già in atto e futuri, come l’aumento delle temperature e gli eventi meteorologici estremi. Agli edifici è imputabile circa il 40 % del consumo totale di energia nell’UE e il 36 % delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’energia. La ristrutturazione degli edifici è fondamentale per affrontare il consumo energetico e le emissioni, per conseguire l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 e per diventare climaticamente neutri entro il 2050, nonché per aumentare la resilienza agli impatti climatici.

Oggi la ristrutturazione riduce il consumo energetico degli edifici solo dell’1 % all’anno. Le ristrutturazioni profonde, quelle che migliorano il rendimento energetico di un edificio almeno del 60 %, sono effettuate ogni anno solo sullo 0,2 % del parco immobiliare e solo in un quinto dei casi l’efficienza energetica è notevolmente migliorata. 

Abitazioni ristrutturate efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse ridurranno le nostre bollette energetiche migliorando nel contempo la salute, il comfort e il benessere. La ristrutturazione è un’opportunità per i 34 milioni di europei che non sono in grado di permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Affrontare la povertà energetica è al centro di questa iniziativa ed è per questo motivo che oggi la Commissione presenta anche raccomandazioni e orientamenti agli Stati membri sulla povertà energetica. Le raccomandazioni e gli orientamenti mirano a facilitare la definizione e il monitoraggio della povertà energetica da parte degli Stati membri e a contribuire alla diffusione delle migliori pratiche.

Oltre ai benefici ecologici, la ristrutturazione degli edifici crea posti di lavoro a livello locale e stimola investimenti indispensabili all’economia. La recente relazione dell’AIE sulla ripresa sostenibile ha rilevato che, per ogni euro investito, la ristrutturazione degli edifici rappresenta il principale contributo in termini di creazione di posti di lavoro, con 12-18 posti locali per ogni milione investito. La Commissione stima in 16 000 gli ulteriori posti di lavoro verdi che il settore edile può potenzialmente creare nell’UE entro il 2030.

Per questo motivo la ristrutturazione degli edifici è una delle iniziative faro individuate per lo strumento per la ripresa e la resilienza, che ci aiuterà a ricostruire meglio l’economia.

2. Quali obiettivi ha fissato la Commissione per l’ondata di ristrutturazioni?

L’ondata di ristrutturazioni mira a maggiori e più profondi interventi. Attualmente il tasso medio ponderato di ristrutturazione energetica è solo dell’1 % all’anno. L’obiettivo della Commissione è di raddoppiarlo entro il 2030, aumentando nel contempo i guadagni medi in termini di efficienza energetica. Ciò potrebbe portare alla ristrutturazione di 35 milioni di edifici nel prossimo decennio, innescando un circolo virtuoso tra la più forte domanda di ristrutturazioni profonde, la diminuzione dei costi di prodotti più intelligenti e più sostenibili e processi di ristrutturazione più semplici e più rapidi. 

Si stima che il parco immobiliare dell’UE comprenda 220 milioni di unità. Per tener conto del fatto che i progetti di ristrutturazione hanno determinati tempi di realizzazione, le proiezioni indicano un tasso annuo di ristrutturazione energetica dell’1 % per il periodo 2021-2022, con un aumento all’1,2 % annuo nel periodo 2023-2025, prima di stabilizzarsi almeno al 2 % annuo nel periodo 2026-2029. Il tasso di ristrutturazioni che riguardano solo il cambiamento degli impianti di riscaldamento dovrà raggiungere il 4 % circa nel periodo 2026-2030 nel settore sia residenziale che dei servizi. L’aumento progressivo consente alla catena di approvvigionamento di adattarsi e di mobilitare e assorbire i finanziamenti proposti. L’aumento del tasso di ristrutturazione dovrà essere mantenuto con maggiore profondità anche dopo il 2030, al fine di conseguire la neutralità climatica a livello dell’UE entro il 2050.

3. Come funzionerà l’ondata di ristrutturazioni?

Per raggiungere gli obiettivi ci si servirà della regolamentazione, dei finanziamenti e dell’assistenza tecnica lungo l’intera catena del valore della ristrutturazione. L’elenco dettagliato delle azioni e il calendario di attuazione previsto figurano nell’allegato della comunicazione.

La ristrutturazione può trovare ostacoli in diversi punti della catena del valore, dalla decisione iniziale di procedere alla ristrutturazione al finanziamento fino al completamento del progetto. Ad esempio, quando si considera una ristrutturazione, i benefici derivanti dai risparmi energetici potrebbero essere incerti o mal spiegati e compresi, in particolare dagli utenti finali, oppure possono essere difficili da misurare e monetizzare. La ristrutturazione può essere costosa, difficile da organizzare e lunga da realizzare. Mobilitare finanziamenti può essere difficoltoso, in particolare a livello locale e regionale. I fondi pubblici sono spesso scarsi e difficili da combinare a causa di ostacoli normativi e mancanza di capacità nelle amministrazioni pubbliche.

Avviare un’ondata su vasta scala richiede l’eliminazione degli ostacoli lungo tutta la catena. Un’attenzione particolare sarà rivolta a tre settori: a) la povertà energetica e gli edifici con le prestazioni peggiori; b) gli edifici pubblici, come le strutture scolastiche, sanitarie e amministrative, e c) la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffreddamento. Si tratta di priorità per la politica e il finanziamento.

4. In che modo il raddoppio del tasso di ristrutturazione è correlato agli obiettivi del piano per il clima?

Raddoppiare il tasso di ristrutturazione energetica entro il 2030 rappresenta un importante contributo all’obiettivo proposto per l’UE di ridurre le emissioni del 55 %. Il piano per l’obiettivo climatico 2030 indica l’efficienza energetica come componente essenziale dell’azione e riconosce che la ristrutturazione è fondamentale per colmare il divario in termini di efficienza energetica e realizzare ulteriori risparmi energetici entro il 2030.

In linea con l’obiettivo di riduzione netta delle emissioni del 55 %, la Commissione prevede che le azioni nell’ambito dell’ondata di ristrutturazioni riducano le emissioni di gas a effetto serra degli edifici del 60 % (da 456 Mtep a 161 Mtep), il consumo finale di energia del 14 % (da 374 Mtep a 321 Mtep) e il consumo di energia per riscaldamento e raffreddamento del 18 % (da 318 Mtep a 259 Mtep) rispetto al 2015. 

5. Quanto costerà la ristrutturazione e chi la pagherà?

La ristrutturazione degli edifici è uno dei settori che devono far fronte alla maggiore carenza di investimenti nell’UE. Per raggiungere l’obiettivo climatico del 55 % entro il 2030, sono necessari ogni anno investimenti supplementari per la ristrutturazione degli edifici pari a circa 275 miliardi di €i.

La comunicazione e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l’accompagna forniscono informazioni e orientamenti dettagliati alle autorità degli Stati membri e ai portatori di interessi in merito alle diverse possibilità di finanziamento. Tra queste si annoverano il sostegno diretto del bilancio dell’UE per la ristrutturazione di edifici di qualità, lo stimolo verso investimenti privati e finanziamenti verdi, il sostegno alla ricerca e all’innovazione, l’eliminazione delle barriere di mercato e il finanziamento di servizi di assistenza tecnica.

Il modo migliore per affrontare i vari tipi di ostacoli al mercato passa per una serie di iniziative specifiche nell’ambito di diversi strumenti finanziari. Per esempio:

  • lo strumento per la ripresa e la resilienza fornirà finanziamenti per la ristrutturazione degli edifici;
  • le garanzie pubbliche per mobilitare gli investimenti privati saranno assicurate nell’ambito di InvestEU;
  • l’assistenza alle autorità regionali e locali nella progettazione e attuazione dei piani di ristrutturazione immobiliare è garantita dai fondi della politica di coesione nel quadro di REACT-EU, o tramite ELENA (assistenza energetica europea a livello locale) per l’assistenza allo sviluppo di progetti;
  • nell’ambito del meccanismo per una transizione giusta è previsto un sostegno specifico alle regioni carbonifere in transizione per iniziative di sviluppo di capacità, miglioramento delle competenze e riqualificazione nel settore dell’efficienza energetica;
  • Orizzonte Europa sosterrà l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie, compreso un partenariato specifico per un ambiente edificato sostenibile (Built4people);
  • il programma LIFE sosterrà l’eliminazione degli ostacoli di mercato alla diffusione delle tecnologie e dei nuovi approcci per accelerare la ristrutturazione;
  • la Commissione sta rivedendo il regolamento generale di esenzione per categoria per semplificare la combinazione di programmi e strumenti dell’UE, fondi nazionali e fondi privati per i progetti di ristrutturazione.

L’ondata di ristrutturazione sosterrà attivamente la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori e affronterà la povertà energetica. La Commissione aiuterà le autorità nazionali, regionali e locali a sfruttare tutte le risorse finanziarie disponibili – comprese sovvenzioni e sussidi – per concentrare gli investimenti iniziali sui più vulnerabili. Per promuovere un approccio di vicinato intelligente in 100 distretti, la Commissione avvierà un’iniziativa volta a promuovere alloggi a prezzi accessibili.

6. In che modo l’iniziativa faro “Renovate” nello strumento per la ripresa e la resilienza contribuirà a finanziare l’ondata di ristrutturazioni?

Lo strumento per la ripresa e la resilienza, attualmente in fase di negoziazione e che il Consiglio europeo ha deciso di dotare di 672,5 miliardi di € (il 37 % dei quali sarebbe destinato alla spesa connessa al clima), può sostenere gli investimenti nella ristrutturazione e le riforme connesse all’efficienza energetica in tutti gli Stati membri. Nella strategia annuale di crescita sostenibile 2021 la Commissione ha proposto le iniziative faro europee Renovate e Power Up per un intervento coordinato di tutti gli Stati membri, sulla base di progetti inclusi nei rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza.

Per sostenere l’attuazione di queste iniziative faro, la Commissione adotterà un modulo di valutazione sulla ristrutturazione degli edifici e l’efficienza energetica al fine di fornire agli Stati membri orientamenti molto pratici su come preparare le riforme e i progetti di investimento per la ristrutturazione nell’ambito dello strumento per la ripresa e la resilienza. Infine, la Commissione rafforzerà le azioni concertate esistenti nell’ambito delle direttive sulla prestazione energetica nell’edilizia e sull’efficienza energetica per aiutare gli Stati membri a scambiarsi buone pratiche e a monitorare l’attuazione nel tempo.

7. Ci si limiterà a ristrutturare le abitazioni o anche gli edifici pubblici?

Infrastrutture sociali pubbliche e private, edifici pubblici amministrativi, alloggi sociali, istituzioni culturali, scuole, ospedali e strutture sanitarie dovrebbero aprire la strada con una forte domanda di ristrutturazione. La Commissione intende sfruttare le potenzialità degli appalti pubblici per ristrutturare gli edifici, anche attraverso criteri per gli appalti pubblici verdi relativi alle emissioni di carbonio durante il ciclo di vita e alla resilienza ai cambiamenti climatici.

Nell’ambito della revisione della direttiva sull’efficienza energetica, la Commissione esaminerà entro giugno 2021 la necessità di estendere l’ambito di applicazione dei requisiti di ristrutturazione a tutti i livelli della pubblica amministrazione e di aumentare l’obbligo annuale di ristrutturazione. La Commissione elaborerà inoltre orientamenti generali sugli investimenti pubblici sostenibili attraverso gli appalti.

8. In presenza di un numero così elevato di ostacoli alla ristrutturazione in ambito locale, in che modo può la Commissione intervenire con politiche a livello dell’UE?

I regolamenti che impongono agli edifici di soddisfare uno standard minimo di prestazione, ad esempio in termini di prestazione energetica minima o di misure minime di ristrutturazione, possono avere un impatto significativo sull’aumento del tasso di ristrutturazione degli edifici e sulla transizione degli edifici a basse prestazioni verso prestazioni migliori.

Gli strumenti normativi sono estremamente flessibili per riflettere le priorità a livello nazionale, affrontando nel contempo direttamente gli ostacoli fondamentali alla ristrutturazione degli edifici, quali la frammentazione degli incentivi tra proprietari e locatari o nei condomini.

Gli obblighi e le norme di ristrutturazione offrono agli Stati membri e alle autorità locali la flessibilità necessaria per progettare e attuare i dettagli specifici che producono i migliori risultati a livello locale.

Con l’impegno ampio e inclusivo degli abitanti attraverso strutture cooperative, come le comunità energetiche, e sportelli unici con un’ampia gamma di consigli utili, tali approcci a livello distrettuale e di comunità possono trasformare interi quartieri e creare nuove opportunità commerciali. Progetti esemplari di ristrutturazione dei distretti potrebbero essere inclusi nei piani nazionali di ripresa e spianare la strada a una nuova ondata di distretti decarbonizzati.

9. Quali proposte legislative intende adottare la Commissione l’anno prossimo?

Nel 2021 la Commissione riesaminerà le direttive sull’efficienza energetica e sulla prestazione energetica nell’edilizia. Proporrà di rendere più rigoroso l’obbligo di disporre di attestati di prestazione energetica, parallelamente all’introduzione graduale di norme minime obbligatorie di prestazione energetica per gli edifici esistenti. Proporrà inoltre di estendere i requisiti per la ristrutturazione degli edifici a tutti i livelli della pubblica amministrazione. Le valutazioni d’impatto che accompagnano le revisioni legislative esamineranno diverse opzioni in termini di livello, portata e tempistica di tali requisiti.

Quando sono stati introdotti, i livelli di prestazione hanno funzionato bene. Alle giuste condizioni, creano un punto di riferimento per proprietari, investitori, finanziatori e imprese senza creare difficoltà per gli elementi più vulnerabili della società.

10. Cos’è il nuovo Bauhaus europeo?

Annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione del 16 settembre 2020, il nuovo Bauhaus europeo concilierà stile e sostenibilità. Promuoverà la progettazione sostenibile e materiali naturali.

Sarà un progetto interdisciplinare, codiretto da un comitato consultivo di esperti esterni, tra cui scienziati, architetti, designer, artisti, urbanisti e società civile, che creerà spazi sperimentali in cui l’arte, la cultura, la scienza e la tecnologia possono immaginare, sperimentare e dimostrare nuove soluzioni.

Il nuovo Bauhaus europeo sarà un acceleratore per soluzioni, tecnologie e prodotti verdi e digitali a prezzi accessibili e interessanti sotto il profilo estetico. La Commissione pubblicherà inviti a presentare proposte nell’ambito del prossimo quadro pluriennale in tutti i programmi pertinenti. La “consegna” della prima costruzione o trasformazione della Bauhaus europea inizierà nel secondo semestre del 2021.

Tutti i progetti del Bauhaus dovrebbero riguardare l’ambiente edificato nel suo complesso, ma si concentrerebbero su aspetti diversi, quali le sfide climatiche, l’accessibilità, la coesione sociale, l’edilizia digitale, le biorisorse sostenibili, ecc., e si situerebbero in paesi diversi. In una seconda ondata si possono aggiungere altri Bauhaus in tutta l’UE e persino a livello mondiale.

Da qui all’estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo di cocreazione partecipativa, seguita dalla creazione di una rete di cinque Bauhaus fondatori nel 2022.

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